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sophie anne herin, autoportrait

My work moves between photography, video, and installation, weaving together intimate dimensions and collective reflection, personal experience and shared imaginaries.

My research explores themes related to transformation and perception, with particular attention to margins, thresholds, and states of transition. Through the image, I investigate spaces of suspension in which memory, presence, and imagination overlap, generating non-linear narratives and open forms in continuous becoming.

S.

Il mio lavoro si muove tra fotografia, video e installazione, intrecciando dimensioni intime e riflessione collettiva, esperienza personale e immaginari condivisi.

La mia ricerca esplora temi legati alla trasformazione e alla percezione, con particolare attenzione ai margini, alle soglie e agli stati di transizione. Attraverso l’immagine indago spazi di sospensione in cui memoria, presenza e immaginazione si sovrappongono, generando narrazioni non lineari e forme aperte in continuo divenire.

S.

Sophie-Anne Herin studied in Bologna, where she earned a degree in DAMS. She later moved to France, where she continued her artistic education. After returning to Italy, she pursued further studies at IED in Turin, consolidating her path within contemporary photography.

In 2008, in collaboration with singer Meike Clarelli and director Alice Padovani, she created Perché ti devo amare?, a music-based exhibition presented in 2009 at Spazio Le Lune in Modena as part of the Festival Periferico. In 2010, for the same festival, she presented Disperato moderato con brio, a performance in the form of a concert on photographic film at Dead Meat space in Modena. In the same year, she exhibited Viaggio nudo at Montaigne Gallery in Shanghai, showing photographs on canvas alongside works by Marino Catalano.

In 2013, she exhibited Attorno a un manque at Centro Phos in Chieri, a project addressing absence and lack through an introspective investigation of the body. In the same year, she presented I luoghi malinconici del dentro: D.C.A. at Galleria Paola Meliga in Turin and participated in BAM – Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea in Turin. The project was later expanded into Il corpo sottratto, a two-person exhibition with Patrizia Nuvolari, shown in Aosta and in 2022 at Centrale Bertin in Étroubles.

In 2015, she presented Scarti at Galleria Spazio 28 in Turin, an artist’s book dedicated to territory and identity.

In 2016, she exhibited at Phos Centro di Fotografia in Turin, together with Mattia Paladini, Ingenuo.Bianco, a project on Mont Blanc that departs from conventional representations of the Alpine landscape to propose an intimate and perceptual vision of place.

In 2018, she took part in the group exhibition Memories at Phos in Turin with Viktoria, a work focused on memory and remembrance. In 2019, she exhibited Malemort at Palazzo Piccini Carlotti in Garda, a project centered on gender-based violence and toxic narratives.

In 2020, she participated in BAM at Casa del Conte Verde in Rivoli and, in 2021, in Photo Action at GAM in Turin.

In 2022, she presented And then I went home at Circolo dei Lettori in Turin and Viktoria at Galleria Inarttendu in Aosta; the same project was later exhibited at Castiglia di Saluzzo as a video installation.

In 2024, she exhibited Entre chien et loup at Castello Gamba – Museum of Modern and Contemporary Art in Châtillon, curated by Olga Gambari. In 2025, she presented Mon pays c’est la lune at Galleria Weber in Turin, a work on dreams exploring a suspended space between presence, memory, and imagination.

Alongside her artistic research, she is active in teaching and workshops, leading photography courses at various Italian institutions, including CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia in Turin and the Centro Indipendente di Fotografia in Naples.

She lives and works between Turin and Aosta.

Sophie-Anne Herin si forma a Bologna, dove consegue la laurea al DAMS. Successivamente si trasferisce in Francia, dove prosegue la propria formazione artistica. Rientrata in Italia, prosegue gli studi allo IED di Torino, consolidando il proprio percorso nell’ambito della fotografia contemporanea.

Nel 2008, in collaborazione con la cantante Meike Clarelli e la regista Alice Padovani, realizza Perché ti devo amare?, mostra musicata presentata nel 2009 allo Spazio Le Lune di Modena all’interno del Festival Periferico. Nel 2010, per la stessa rassegna, presenta Disperato moderato con brio, performance in forma di concerto su pellicola fotografica presso lo spazio Dead Meat di Modena. Nello stesso anno espone Viaggio nudo alla Montaigne Gallery di Shanghai, con fotografie su tela accostate alle opere di Marino Catalano.

Nel 2013 espone al Centro Phos di Chieri Attorno a un manque, progetto che affronta il tema della mancanza e dell’assenza attraverso un’indagine introspettiva sul corpo. Nello stesso anno presenta presso la Galleria Paola Meliga di Torino I luoghi malinconici del dentro: D.C.A. e partecipa alla BAM – Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Il progetto verrà successivamente ampliato in Il corpo sottratto, bi-personale con Patrizia Nuvolari, esposta ad Aosta e nel 2022 alla Centrale Bertin di Étroubles.

Nel 2015 presenta presso la Galleria Spazio 28 di Torino Scarti, libro d’artista dedicato al territorio e all’identità.

Nel 2016 espone al Phos Centro di Fotografia di Torino, insieme a Mattia Paladini, Ingenuo.Bianco, progetto sul Monte Bianco che si distanzia dalla rappresentazione convenzionale del paesaggio alpino per proporre una visione intima e percettiva dei luoghi.

Nel 2018 partecipa alla collettiva Memories presso il Phos di Torino con Viktoria, lavoro dedicato al tema del ricordo e della memoria. Nel 2019 espone a Palazzo Piccini Carlotti di Garda Malemort, progetto incentrato sulla violenza di genere e sulle narrazioni tossiche.

Nel 2020 partecipa alla BAM presso la Casa del Conte Verde di Rivoli e, nel 2021, a Photo Action alla GAM di Torino.

Nel 2022 presenta And then I went home al Circolo dei Lettori di Torino e Viktoria alla Galleria Inarttendu di Aosta; lo stesso progetto viene successivamente esposto alla Castiglia di Saluzzo in forma di installazione video.

Nel 2024 espone al Castello Gamba – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Châtillon – la mostra Entre chien et loup, a cura di Olga Gambari. Nel 2025 presenta Mon pays c’est la lune presso la Galleria Weber di Torino, un lavoro sui sogni che indaga uno spazio di sospensione tra presenza, memoria e immaginazione.

Parallelamente alla ricerca artistica, svolge attività didattica e laboratoriale, conducendo corsi e workshop di fotografia presso diverse istituzioni italiane, tra cui CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino e il Centro Indipendente di Fotografia di Napoli.

Vive e lavora tra Torino e Aosta.

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